Negli anni tra Due e Trecento (lo si è visto a proposito dell’età di Dante) le lotte civili tra le opposte fazioni – prima i guelfi e i ghibellini e successivamente, divenuta Firenze stabilmente guelfa, i neri e i bianchi – riflettevano i contrasti tra gruppi sociali diversi: in particolare il ceto dei ricchi mercanti e banchieri (rappresentato dalle arti maggiori), i piccoli artigiani (associati nelle arti minori) e i rappresentanti della nobiltà feudale (magnati). Boccaccio appartiene al primo ceto, ma conosce da vicino anche gli altri: un mondo che con il Decameron ritrarrà in tutte le sue molteplici sfaccettature.

Mappa concettuale con al centro FUSIONE DI PRINCÌPI E STILI DIVERSI scritto in un riquadro verde. Da questo si diramano due rami. Il primo ramo ha i testi: cortesia, etica aristocratica, generosità e magnanimità, ognuno scritto in un riquadro diverso. Il secondo ramo ha i testi: borghesia, valori mercantili, spirito di intraprendenza, ognuno scritto in un riquadro diverso. Il riquadro FUSIONE DI PRINCÌPI E STILI DIVERSI è collegato anche al testo: Dai temi ai testi, T12 pagina 495, T14 pagina 501.

3 L’amore come sentimento terreno