A partire dalla fine del Seicento, in Italia il gusto classico e il modello petrarchesco tornano a essere gli esempi da seguire.
L’ARCADIA
L’Arcadia propone il primato della ragione e un repertorio mitico-pastorale. La poesia è concepita come forma di intrattenimento di maniera, in piena contrapposizione con l’ideale romantico, contrario a una compostezza e a un’astrattezza incapaci di rappresentare i problemi reali. I suoi massimi teorici furono Giovan Mario Crescimbeni (1663-1728) e Gian Vincenzo Gravina (1664-1718).
Giovanni Battista Felice Zappi (1667-1719) Brillante avvocato, ricopre anche cariche politico-amministrative per conto del papa. Nel 1690 diviene uno dei fondatori dell’Arcadia. Nella sua poesia si mescolano al concettismo tardobarocco elementi languidi e patetici.