L’EPOCA E LE IDEE La storia e la società Un secolo di crisi? La storiografia moderna ha a lungo interpretato il Seicento come un secolo di crisi per via delle , della diffusione di , del malessere sociale che sfocia in violente , delle e della , conseguenza di tutti questi fenomeni recessivi. Allo stesso tempo, come tutti i periodi di trasformazione, anche quest’epoca ha visto maturare le condizioni per il progresso economico e nuovi equilibri politici, che domineranno l’Europa nella piena età moderna. Si tratta dunque di un secolo ricco di contraddizioni, anche sul , ambito in cui si assiste, accanto al detenuto durante il Rinascimento, all’emergere di nuove tendenze provenienti dall’Europa, in particolare dalla Francia e dall’Inghilterra (ma anche dalla Spagna, con la formazione di una letteratura nazionale e l’opera di grandi autori come Cervantes, Calderón de la Barca e Lope de Vega), che diverranno un modello da imitare anche per i letterati italiani. difficoltà dell’agricoltura epidemie e pestilenze rivolte contadine e urbane guerre stagnazione demografica piano culturale declino del primato italiano Anche se considerato dalla storiografia un periodo di crisi, il Seicento prepara comunque le condizioni del successivo progresso. L’Italia perde il primato culturale; nuove tendenze provengono da , e . Francia Inghilterra Spagna La situazione europea LE NUOVE DINAMICHE ECONOMICHE La rivoluzione nella geografia politico-economica Nel corso del Seicento, il baricentro economico dell’Europa si sposta verso il Nord, mentre i traffici nel Mediterraneo, per secoli cuore dei commerci, perdono importanza rispetto alle più redditizie , che garantiscono maggiori profitti (come quelli derivanti dall’importazione di materie prime che giungono dalle Americhe). rotte atlantiche I traffici commerciali si spostano , verso le Americhe. dal Mediterraneo all’Atlantico Il declino della Spagna Non tutte le potenze europee che si affacciano sull’Atlantico riescono però a sfruttare i vantaggi derivanti dalla posizione strategica e dall’afflusso di beni e di metalli preziosi dal Nuovo Mondo. In , in particolare, i capitali provenienti dalle colonie d’oltremare non vengono impiegati nello sviluppo dell’economia nazionale: l’ tende anzi a regredire verso (con investimenti diretti alla concentrazione delle terre in poche mani, anziché all’ammodernamento delle tecniche agricole), né mostra segni di vitalità il , che rimane decisamente rispetto al peso geografico e demografico del paese. Finché l’approvvigionamento di metalli e risorse dalle colonie americane si mantiene stabile, l’economia spagnola sopravvive; quando, dai primi decenni del secolo, il contributo delle importazioni viene meno a causa della diminuzione della produzione di oro e argento nelle colonie, la Spagna entra in una spirale di decadenza – anche politica – da cui non uscirà per secoli. Spagna agricoltura forme feudali di organizzazione settore manifatturiero sottodimensionato La entra in una con il calo della produzione di oro e argento nelle colonie. Spagna fase di decadenza