In effetti gli autori risorgimentali si richiamano alle due fondamentali funzioni della poesia bellica: esortare alla battaglia, guardando avanti; celebrare le imprese, guardando indietro. È una letteratura concepita come supporto all’azione, tesa a creare consenso intorno agli ideali unitari attraverso esempi di sacrificio e promesse di felicità. Naturalmente i destinatari di tali versi, scritti in un toscano aulico e paludato, non sono le masse contadine, che non li avrebbero compresi, ma i ceti dirigenti.
«Viva Verdi!»
Al clima montante di rivendicazione patriottica non rimangono estranei i melodrammi di Giuseppe Verdi, per quanto siano ambientati in epoche e luoghi lontanissimi dalla contemporaneità. Un episodio significativo è quello che avviene al teatro alla Scala di Milano, nel 1842, quando il coro Va’ pensiero del Nabucco, intonato nell’opera dagli ebrei prigionieri a Babilonia, viene preso come un’allusione alla condizione degli italiani.
I cori delle opere verdiane sono interpretati come messaggi a sostegno dell’unità nazionale.