Dentro il TESTO

I temi

Se in Belli lo sguardo si concentra sulla campagna, si può stare certi che l’intento non è quello di proporre un idillio fuori dal tempo, in un paesaggio ridente abitato da tenere pecorelle e folcloristici contadini. Del resto la realtà dei dintorni di Roma era al suo tempo ben differente, fatta di tenute abbandonate, latifondi improduttivi, rari e miserabili cascinali. Insomma una «vuota insalubre region», punteggiata di «aridi campi incolti», come la definì Vittorio Alfieri in un sonetto scritto nel 1777. Tale appare in questo come in altri sonetti di Belli (si può citare Li malincontri). Se ne ricorderà Carlo Emilio Gadda, che in Quer pasticciaccio brutto de via Merulana (1957) offrirà un aggiornamento memorabile di questo deserto.

Una campagna deserta