Vissuto nella grande stagione del Romanticismo, Alessandro Manzoni ha fondato – insieme a Giacomo Leopardi – la modernità letteraria in Italia, imprimendo una svolta “democratica” ai generi tradizionali in cui si è cimentato: teatro, lirica e romanzo.
Con il suo capolavoro, I promessi sposi, ha realizzato un modello per la futura narrativa italiana e gettato le basi dell’unità linguistica nazionale, da affiancare a quella politica.
Il rinnovamento della forma si accompagna alla sua volontà di avvicinare la letteratura alla realtà, coniugando le esigenze della verità storica con quelle della poesia, e al tempo stesso legando l’arte alla sfera morale.
Manzoni e noi
Convinto che la letteratura debba svolgere una insostituibile funzione pedagogica, Manzoni ha perseguito lo scopo di riflettere sui grandi temi che toccano la vita umana (la Storia e la violenza, l’amore e la giustizia, la fede e il perdono, il bene e il male), educando così i lettori – di ieri come di oggi – a una coscienza critica che li aiuti nel difficile e a volte doloroso confronto con la realtà.