PERCORSO TEMATICO L amore e il matrimonio Nel momento in cui viene istituzionalizzata e assume la forma di un legame matrimoniale, la relazione di coppia diviene un pilastro dell organizzazione sociale propria di diverse culture: un istituto che ha assunto per spesso tratti coercitivi, in particolare nei confronti delle donne. La necessit del matrimonio per la preservazione della vita e della solidit dello Stato pu essere vista addirittura come un male necessario , come nel discorso pronunciato nel 102 a.C. dal censore Quinto Cecilio Metello Numidico riportato dall erudito Aulo Gellio (II sec. d.C.); o pu avere come conseguenza una condizione di forzata inferiorit per le donne nel contesto di una societ maschilista e patriarcale, come mette in luce un brano tratto dal romanzo Oliva Denaro di Viola Ardone. T5 Il matrimonio come male necessario Aulo Gellio Notti Attiche 1, 1-6 In uno dei primissimi capitoli delle Notti Attiche, Aulo Gellio (vissuto nel II secolo d.C.) riferisce in sintesi il contenuto di un discorso pronunciato nel 102 a.C. da Quinto Cecilio Metello Numidico, che rivestiva all epoca la carica di censore, ed era quindi addetto al controllo della condotta morale e civile dei cittadini, all amministrazione dei beni dello Stato e alla costruzione delle opere pubbliche. In questo discorso egli esortava i suoi concittadini a sposarsi, sostenendo la necessit delle unioni matrimoniali per la conservazione della vita e, quindi, per la sopravvivenza dello Stato. Aulo Gellio, dopo aver riportato i contenuti del discorso di Quinto Cecilio Metello, inserisce il commento del retore Tito Castricio (maestro di Aulo Gellio), che risponde alle obiezioni di quanti sostenevano che le parole dell oratore sembrassero dissuadere dal contrarre matrimonio piuttosto che esortare a farlo. Dinanzi a un pubblico di parecchie e colte persone veniva letto un discorso sul prender moglie che Metello Numidico, personaggio di grande seriet ed eloquenza, tenne durante la censura al popolo esortandolo a contrarre matrimonio. In quel discorso sta scritto: «Se potessimo, Quiriti, vivere senza moglie, noi tutti faremmo 5 a meno di tale fastidio; ma poich la natura ha disposto le cose in modo che non si pu n viver abbastanza bene con una donna, n in alcun modo senza di essa, da pensare piuttosto alla durevole conservazione dell esistenza che non al piacere di una breve vita». Alcuni trovano che il censore Metello, poich si era proposto di esortare il popolo a prender moglie, non avrebbe dovuto riconoscere i fastidi e i 10 durevoli inconvenienti dello stato matrimoniale; e pi che esortare, le sue parole avevan l aria di dissuadere e distogliere; invece, essi asserivano, si sarebbe dovuto in tal discorso assumere una posizione contraria, dichiarando che di solito nei matrimoni non v erano fastidi di sorta, e se tuttavia qualche fastidio poteva verificarsi, si trattava di cose da poco, senza conseguenza e facili ad essere tollerate; e aveva 15 dimenticato i ben maggiori vantaggi e i godimenti; non si doveva generalizzare o imputare tali fastidi a un difetto intrinseco al matrimonio, bens darne colpa alla ingiustizia e alla durezza di qualche marito. 334