In una visita al Museo del Prado di Madrid, María Zambrano, passando davanti al quadro di Goya (Fucilazione del 3 maggio1808, 1814), lo descrive in questo modo: «L’uomo dalla camicia bianca [...] apre le braccia a croce invece di stringersele al petto indifeso, in un gesto innaturale, che va ben oltre la paura istintiva di ogni animale di fronte alla morte, mentre esala l’anima, che esce da lui prima ancora che le pallottole lo raggiungano: l’intera anima è in quelle braccia che implorano il cielo, in un abbraccio del mondo, che è maledizione e benedizione» (Luoghi della pittura).