5. LA PEDAGOGIA DELL’ANIMA

Francisco Goya, Le fucilazioni del 3 maggio 1808. Scena notturna di esecuzione all’aperto. A destra un gruppo di soldati in uniforme scura, disposti di spalle in fila compatta, punta i fucili contro alcuni civili. Al centro un uomo inginocchiato con camicia bianca e pantaloni gialli alza le braccia verso i soldati. Attorno a lui altre figure mostrano paura e disperazione; alcune si coprono il volto. In primo piano giacciono corpi insanguinati a terra. Una lanterna illumina la scena, mentre sullo sfondo si intravedono edifici sotto un cielo nero.
In una visita al Museo del Prado di Madrid, María Zambrano, passando davanti al quadro di Goya (Fucilazione del 3 maggio 1808, 1814), lo descrive in questo modo: «L’uomo dalla camicia bianca [...] apre le braccia a croce invece di stringersele al petto indifeso, in un gesto innaturale, che va ben oltre la paura istintiva di ogni animale di fronte alla morte, mentre esala l’anima, che esce da lui prima ancora che le pallottole lo raggiungano: l’intera anima è in quelle braccia che implorano il cielo, in un abbraccio del mondo, che è maledizione e benedizione» (Luoghi della pittura).