1. Pedagogie del Sessantotto 1.1 LA VIRATA EDUCATIVA DEL SESSANTOTTO | Ancora oggi il Sessantotto Queste scritte sul muro d ingresso dell universit La Sapienza di Roma sono emblematiche dello spirito della contestazione sessantottina: la protesta non investe soltanto il sistema dell educazione e le istituzioni educative, ma l intera societ capitalista e le politiche classiste e autoritarie dei governi. appare sempre di pi come un evento che ha segnato non solo la vita di chi vi ha preso parte, ma la storia dell intero pianeta. Nata negli Stati Uniti d America ( nel cuore dell impero , come si diceva allora) con la rivolta all universit di Berkeley del 1964, la contestazione studentesca si diffonde negli anni successivi, spontaneamente o per contagio, in molti paesi del mondo, fino a esplodere proprio nel 1968. Il lungo ciclo di proteste ha come principale protagonista una nuova generazione di giovani, che unisce il rifiuto dell imperialismo e della societ opulenta alla critica di ogni tipo di gerarchia e istituzione tradizionale (lo Stato, la scuola, la famiglia, la religione, l esercito). Nelle parole della filosofa tedesca Hannah Arendt (1906-75), la ribellione studentesca un fenomeno globale, con profonde differenze da paese a paese e, spesso, da universit a universit . In Italia il Sessantotto preannunciato dai moti studenteschi e dalle occupazioni delle universit scoppiati nel 1966, in seguito all assassinio dello studente socialista romano Paolo Rossi da parte di una squadraccia fascista nel corso delle elezioni per il rinnovo delle rappresentanze universitarie. All inizio dell anno successivo si verifica una seconda ondata di occupazioni, per protestare contro la guerra del Vietnam, contro la riforma universitaria del ministro Luigi Gui (la legge 2314), l autoritarismo accademico e il disagio della condizione degli studenti universitari, specialmente dei fuori sede. In particolare, la riforma Gui, sebbene fosse animata da un intenzione di rinnovamento unit 7 | Pedagogia radicale | 225