LIFE SKILLS
• Consapevolezza di sé • Gestione delle emozioni • Comunicazione efficace • Relazioni efficaci • Empatia • Pensiero critico • Prendere decisioni
COMPETENZE
• Comunicare • Collaborare e partecipare • Agire in modo autonomo e responsabile • Risolvere problemi • Individuare collegamenti e relazioni • Acquisire e interpretare l’informazione
AGENDA 2030
OBIETTIVO 4 Istruzione di qualità
OBIETTIVO 11 Città e comunità sostenibili
Il documento delle nuove Linee guida per l'insegnamento dell'educazione civica «conferisce centralità alla persona dello studente e punta a favorire l'inclusione, a partire dall'attenzione mirata a tutte le forme di disabilità e di marginalità sociale». Ripercorriamo insieme alcune fondamentali tappe che hanno aperto le porte a una inclusione reale per diversi soggetti.
IL BRAINSTORMING
Svolgete, con l'aiuto dell'insegnante, un'attività di brainstorming, confrontandovi assieme a partire da alcune domande stimolo:
• Che cosa conoscete di questo argomento?
• Quali sono state e sono le vostre fonti di informazione?
• Quali sono, secondo voi, le opinioni più comuni su questo tema?
L’ANALISI DEI MATERIALI
Per approfondire l'argomento, leggete e analizzate attentamente i seguenti materiali sulla tematica; svolgete questo lavoro in gruppo.
L’INCLUSIONE SCOLASTICA
«Il percorso per arrivare a quella che ora definiamo inclusione ha caratterizzato la storia del nostro Paese, dal momento che siamo passati dall'esclusione all'inserimento e dall'inserimento all'inclusione. Le tappe che hanno portato all'inclusione degli alunni diversamente abili nella scuola si sono caratterizzate in modo particolare. In primo luogo, si fa riferimento alla chiusura delle scuole speciali, che rappresenta il primo passaggio dall'esclusione all'integrazione.
Questa scelta, che ha contraddistinto l'Italia rispetto ad altri Paesi dell'Unione Europea, si basa sul principio di uguaglianza sancito dalla carta costituzionale1 [...]. Inoltre, l'articolo 38 della Costituzione garantisce il diritto al mantenimento e all'assistenza sociale per ogni cittadino inabile al lavoro e sprovvisto dei mezzi necessari per vivere».
1. Articolo 3 della Costituzione italiana.
LA LEGGE 517 DEL 1977
«Il 4 agosto del 1977 nasceva la L. 517 e con essa la scuola italiana accoglieva il modello di integrazione scolastica su cui si sarebbero basate tutte le norme future. [...] Che cosa esisteva in precedenza? Con la riforma Gentile2 l'obbligo scolastico era stato esteso solo ai ciechi e ai sordi. In seguito vi fu istruzione speciale con classi differenziali per gli allievi con lievi ritardi, ospitate nei normali plessi scolastici e scuole speciali per sordi, ciechi ed anormali psichici, situati in plessi distinti. Per i casi più gravi erano poi previsti istituti speciali, con lunghi soggiorni in cui gli allievi vivevano separati anche dalle famiglie. Le classi differenziali erano però destinate anche agli allievi con problemi di condotta o disagio sociale o familiare. Fino alla fine degli anni '60 la logica prevalente rimase quella della separazione e della medicalizzazione.
Qualcosa iniziò a cambiare all'inizio degli anni '70, quando, con la L. 118/71 gli studenti con lievi disabilità vennero inseriti nelle classi comuni della scuola dell'obbligo. [...] L'allievo con disabilità veniva inserito nelle classi comuni, alle quali doveva adeguarsi.
2. Riforma scolastica del 1923 del ministro Giovanni Gentile.