PAROLA D AUTORE | T1 Martha Nussbaum Coltivare l umanit . I classici, il multiculturalismo, l educazione contemporanea, trad. di Sara Paderni, Carocci, Roma 1999, pp. 24-26 Per una cittadinanza critica, responsabile e solidale La filosofa statunitense Martha Nussbaum (n. 1947) identifica tre capacit necessarie a coltivare l umanit in cittadine e cittadini del mondo contemporaneo. Tre capacit sono essenziali per coltivare l umanit nel mondo attuale. In primo luogo la capacit di giudicare criticamente se stessi e le proprie tradizioni, per vivere quella che potremmo chiamare, con Socrate, una «vita esaminata». Ci significa non accettare alcuna credenza come vincolante solo perch stata trasmessa dalla tradizione o perch diventata familiare con l abitudine. Significa mettere in gioco tutte le credenze e accettare soltanto quelle che resistono alle richieste di coerenza e di giustificazione razionale. Per esercitare questa capacit necessario saper ragionare correttamente e verificare la coerenza del ragionamento, l esattezza e l accuratezza di ci che si legge o si scrive. Esami di questo genere portano spesso a sfidare la tradizione, come ben sapeva Socrate quando dovette difendersi dall accusa di corrompere i giovani. Ma Socrate difese la sua attivit perch la democrazia aveva bisogno di cittadini capaci di pensare autonomamente senza lasciare questo compito a un autorit , cittadini capaci di ragionare insieme sulle proprie scelte senza limitarsi a scambiarsi semplici opinioni. [ ] In secondo luogo, cittadini che coltivano la propria umanit devono concepire se stessi non solo come membri di una nazione o di un gruppo, ma anche, e soprattutto, come esseri umani legati ad altri esseri umani da interessi comuni e dalla necessit di un reciproco riconoscimento. Il mondo che ci circonda inevitabilmente internazionale. Argomenti che vanno dagli affari all agricoltura, dai diritti umani alla fame nel mondo, catturano la nostra immaginazione, spingendola oltre l angusta fedelt al gruppo e stimolandola a interessarsi alla realt di esistenze lontane. Tutti ci pensiamo facilmente in termini di gruppo, anzitutto come americani o francesi o italiani e, solo dopo, come esseri umani; o persino, restringendo ulteriormente la prospettiva, come italo-americani, o eterosessuali, o afroamericani in primo luogo, come americani o italiani in secondo luogo, e forse, solo in terzo luogo, come esseri umani. Trascuriamo bisogni e capacit che ci uniscono a cittadini che vivono lontano da noi o che hanno un aspetto diverso dal nostro. Questo significa che neghiamo a noi stessi numerose possibilit di comunicazione e amicizia, sottraendoci a eventuali responsabilit . Coltivare l umanit in un mondo complesso e interdipendente significa comprendere come i bisogni e gli scopi comuni vengano realizzati in modo diverso in circostanze diverse. Questo richiede una grande quantit di conoscenze sui periodi storici precedenti, sulle culture non occidentali, sulle minoranze all interno del paese, sulle differenze sessuali e di genere [ ]. Il terzo requisito della cittadinanza, strettamente collegato ai primi due, si potrebbe deunit 10 | Educazione per tutti, sempre e ovunque | 345