1. per far agire un individuo occorre creare le condizioni per l'emergenza del bisogno che l'azione che si desidera suscitare ha la funzione di soddisfare;
  2. il bambino non è un essere imperfetto ma peculiare; la sua attività mentale, quindi, è relativa ai suoi bisogni;
  3. ogni individuo differisce dagli altri per le sue caratteristiche fisiche e psichiche.

L'educazione funzionale, dunque, mette al centro l'universo psicologico del bambino e ne promuove attivamente lo sviluppo, attraverso proposte interessanti volte ad accendere curiosità e motivazione, con la finalità sia di esercitare le funzioni psichiche di cui è già in possesso sia di favorire funzioni psichiche nuove. In questa ottica, più che trasmettere conoscenze, l'educatore deve organizzare situazioni di apprendimento stimolanti, attraverso cui bambini e bambine possano acquisire tali funzioni autonomamente.

Mappa concettuale. Per Claparède i bisogni sono necessità fisiologiche e si distinguono in bisogni attuali e bisogni di crescita; gli interessi sono motivazioni dinamiche volte a ricercare nell’ambiente ciò che può soddisfare i bisogni.

3.2 IL GIOCO COME ATTIVITÀ FUNZIONALE E STRUMENTO DI AUTOEDUCAZIONE

Nella prospettiva funzionalista di Claparède, il gioco assume un significato fondamentale. Innanzitutto, infatti, esso costituisce l'attività più spontanea e intrinsecamente piacevole del bambino, attraverso cui egli esercita le sue capacità motorie, cognitive, emotive e sociali. Pertanto, rappresenta uno straordinario strumento di autoeducazione, che rende inutili costrizioni e imposizioni esterne. Il gioco è particolarmente importante in rapporto ai bisogni di crescita, ovvero è funzionale al dispiegamento delle potenzialità dell'essere umano. Attraverso il gioco, infatti, i bambini e le bambine si preparano a divenire ciò che sono. Per mezzo del gioco imparano a conoscere le proprietà delle cose, a esercitare i sensi, a classificare gli oggetti, a sperimentarsi nelle parole, nei ragionamenti e nelle relazioni.
Dunque, il gioco è la leva dello sviluppo di funzioni complesse come la percezione, il linguaggio, l'immaginazione, la memoria e il pensiero. Per questa ragione, Claparède critica la scuola tradizionale incentrata solo su pratiche nozionistiche, ripetitive e passivizzanti, che reprime il gioco associandolo semplicisticamente al divertimento e alla distrazione.