Al contrario, per lui, la scuola deve essere soprattutto un laboratorio giocoso, in cui tutte le attività siano presentate sotto forma di gioco, così da andare incontro all'interesse naturale dei bambini.

Due bambini, ripresi dall’alto, giocano sul pavimento con blocchi di legno colorati. Una, più grande, è inginocchiato e dispone i pezzi su un tappeto; l’altro, più piccolo, è seduto e osserva i blocchi davanti a sé. Accanto a loro si vede un contenitore con altri blocchi e forme in legno. L’ambiente è domestico e luminoso.
Claparède concepisce il gioco come un importante strumento di autoeducazione attraverso il quale i bambini e le bambine riescono a esprimere le loro potenzialità.