ATTIVISMO PEDAGOGICO E “SCUOLE NUOVE”
1. ESPERIENZE PRATICO-TEORICHE
Il movimento internazionale noto come attivismo (fine XIX-prima metà del XX secolo) trae origine dalle numerose "scuole nuove" e dai movimenti educativi extrascolastici sorti dall'iniziativa di educatori e educatrici eccezionali (Ovide Decroly, Adolphe Ferrière, Roger Cousinet e Alexander Sutherland Neill) soprattutto in Europa e negli Stati Uniti. Nel contesto italiano, si distingue la scuola materna fondata dalle sorelle Rosa e Carolina Agazzi.
2. MARIA MONTESSORI
Il senso della pedagogia di Maria Montessori risiede in una profonda fiducia nelle forze dell'infanzia, tant'è che l'autrice definisce il bambino "padre e maestro dell'umanità". Per Maria Montessori l'educazione va intesa come una formazione generale dell'essere umano. Il suo metodo mira a favorire e potenziare lo sviluppo naturale attraverso un ambiente a misura di bambino e un materiale didattico scientificamente predisposto.
3. ÉDOUARD CLAPARÈDE
Claparède è promotore di un'educazione funzionale allo sviluppo psicologico del bambino che sostenga i suoi interessi spontanei. Quindi, valorizza il gioco come strumento di autoeducazione, attraverso cui si acquisiscono funzioni complesse come il linguaggio, l'immaginazione e il pensiero. Una simile concezione richiede un ripensamento dell'organizzazione scolastica, nella direzione di una "scuola su misura" attenta alle specificità di ciascun soggetto.
4. CÉLESTIN ED ÉLISE FREINET
La pedagogia di Célestin ed Élise Freinet si concretizza nel progetto di una scuola del popolo e per il popolo in cui entrano in gioco: l'apertura al mondo naturale e sociale, il legame con situazioni concrete, il lavoro manuale, l'uso di tecniche partecipative, l'apprendimento cooperativo. Alla base di questo approccio c'è un metodo naturale sperimentale che favorisce la capacità dei bambini di imparare a imparare facendo leva sul loro slancio vitale.
5. JOHN DEWEY
Dewey, l'esponente più importante dell'attivismo, ritiene che l'esperienza è educativa quando: tiene conto sia delle condizioni fisiche, sociali e storiche sia delle disposizioni degli studenti; amplia il campo dell'esperienza futura; è organizzata in modo da favorire un'espansione del sapere.
Per essere educativa la scuola deve presentare problemi autentici, che attivino la ricerca di soluzioni attraverso un procedimento sperimentale.
Per Dewey tra educazione e democrazia esiste un rapporto di reciprocità.